Nel segno della valorizzazione del territorio umbro, al fine di far conoscere alcuni fenomeni sociali innovativi della provincia di Perugia, incontriamo la dottoressa Carla Baldassarri, responsabile del Centro Riuso Brodolini, a Ellera di Corciano. La incontriamo in pieno inverno, presso l’isola ecologica lì situata, e ci offre subito qualcosa da bere in ufficio, dato il rigore climatico. C’è un discreto viavai, nonostante sia mattina presto: la sensibilità ecologista alla base del progetto evidentemente suscita interesse e movimento. I grandi stanzoni sono ben organizzati e piuttosto pieni, fra espositori e scaffali: si va da poltrone a biancheria, da costumi di carnevale a tovaglie e lenzuola, piatti, bicchieri, stoviglie, lampade, giocattoli, libri, oggetti di ogni tipo! Insomma, chi più ne ha, più ne metta! Davvero una festa di colori. Le poniamo poche domande, soprattutto mirate alla presentazione del loro progetto ai nostri associati, notoriamente stranieri che hanno scelto di vivere in Umbria.
1) Da quanto tempo esiste il centro riuso Brodolini?
Federconsumatori Perugia nel 2020 mostrò interesse alla partecipazione a un bando del Comune di Corciano, capofila del progetto intercomunale (che raccoglie tutti i comuni del Trasimeno) per la gestione del Centro Riuso. Con l’aggiudicazione della gestione, nel maggio del 2021 è iniziata la nostra avventura, eravamo nel periodo Covid e non è stato semplice, ma ce l’abbiamo fatta!
2) Quale volume di riuso riuscite a distribuire in un anno?
Dall’inizio ad oggi, c’è stata una riduzione di rifiuti di circa 100 quintali. Pertanto non sono stati immessi nell’atmosfera circa 62 quintali di CO2.
3) Quanti sono i volontari che si avvicendano nella struttura?
Per quanto riguarda l’organico, i volontari di Federconsumatori che si alternano negli orari di apertura sono circa 6.
4) Qual è l’ambiente umano e sociale che gira intorno al vostro centro, tra chi cede l’usato e chi lo fa tornare a nuova vita?
Lo scopo del Centro è quello di sensibilizzare la cittadinanza al recupero dei beni ancora utilizzabili, riciclabili e recuperabili; pertanto chi viene, lascia in donazione oggetti vari, che vengono messi a disposizione di quanti arrivano, cercando oggetti a cui dare una seconda vita.
L’ambiente umano e sociale comprende una grande varietà di persone, a prescindere dall’età, dal sesso e dall’estrazione sociale. Gran parte del materiale recuperato viene donato ad associazioni di promozione sociale e a privati. Il ricavato delle liberalità viene devoluto in beneficenza.
Tante grazie, dottoressa Baldassarri e buon lavoro a tutti voi!